Immaginate di fare un salto indietro nel tempo di oltre seicento anni, tra le pietre antiche e le atmosfere suggestive della festa medievale di Volterra A.D. 1398. Pochi giorni fa ci siamo immersi in questa meraviglia con i nostri bambini, e quello che abbiamo vissuto è stato molto più di una semplice gita: è stata una lezione a cielo aperto sulla vera essenza del gioco.
“Mani esperte, mente aperta: il gioco è il lavoro del bambino.”
— Maria Montessori
Oggi siamo abituati a giocattoli di plastica, luci e suoni elettronici che spesso “fanno il lavoro” al posto del bambino. A Volterra, invece, la semplicità del legno, della pietra e delle stoffe ha risvegliato nei più piccoli una curiosità pura, naturale e travolgente. Ecco cosa abbiamo riscoperto osservando i bambini giocare come si faceva un tempo (e perché questo si sposa perfettamente con la nostra filosofia di Quisipuo):
-Seduti su pelli di mucca tra centinaia di mattoncini in legno, i bambini hanno toccato, creato e costruito senza regole predefinite. Il legno grezzo offre un feedback tattile e senso-motorio unico.
– Al banco da falegname, con veri martelli e chiodini, i piccoli si sono concentrati per assemblare ruote e forme. Prendere confidenza con strumenti reali sviluppa coordinazione, attenzione e grande fiducia nelle proprie capacità.
-Azionare la macina in ferro e legno per trasformare i chicchi in farina ha mostrato ai bambini il valore del gesto manuale: lo sforzo fisico che produce una trasformazione concreta della materia.
Conclusioni e riflessioni
Tornare da Volterra ci conferma quanto sia importante offrire ai bambini materia prima viva, tempo disteso e libertà di esplorare. È esattamente questa la scintilla che portiamo ogni giorno nei nostri percorsi a Quisipuo.
I vostri bambini hanno mai provato i giochi di una volta? Quale li affascina di più?

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